Diario dell’escursionista · 30 agosto 2026

Trekking
dell’Alto Sannio.

Circello · Colle Sannita · Castelpagano

≈ 10 kmPercorso204CamminatoriCaldo feroceClimaVivereLa risposta

Ci sono giornate che cominciano molto prima del primo passo. Cominciano quando devi decidere se partire oppure no.

La chiamata del sentiero

Quella mattina le previsioni promettevano un caldo quasi africano, di quello che trasforma lo zaino in un termosifone e ti fa domandare: «Ma chi me lo fa fare?»

Poi esistono persone che non cercano di convincerti: sono così entusiaste che, standogli vicino, finisci per convincerti da solo. Una di queste è Claudia, dell’ASD MAGA. La titubanza viene spazzata via. Si parte.

Accompagno i miei compagni a Circello, raggiungo Castelpagano in auto e da lì dovrei tornare con la navetta. Semplice, almeno sulla carta. Claudia mi accoglie col suo sorriso e sentenzia: «Adesso vai, Antonio… altrimenti farai tardi!» Ordine ricevuto.

La colazione dei 204

A Castelpagano conosco Giovanni, uno degli organizzatori. Prendo praticamente l’ultima navetta e torno a Circello, dove una folla ha già pacificamente preso d’assalto la colazione: caffè, dolci fatti in casa, crostate e frutta. Una di quelle colazioni nelle quali il trekking rischia di diventare una giustificazione morale per mangiare.

Intorno vedo persone che parlano, ridono e si presentano. Zaini, scarponi, borracce e cappellini. Qualcuno probabilmente si sta già chiedendo perché non sia rimasto sotto l’ombrellone. Ma siamo lì. E siamo tanti: 204.

Ore 9: si parte

Dopo il saluto del sindaco, la piccola moltitudine si mette in movimento. Una lunga colonna umana attraversa strade, campagne e sentieri. Il caldo sfiora i quaranta gradi, ma numerosi tratti ombreggiati ci soccorrono: gli alberi diventano improvvisamente monumenti nazionali.

Il paesaggio dell’Alto Sannio non ha bisogno di effetti speciali. Campi, colline, boschi e orizzonti: la bellezza discreta delle terre che non sentono il bisogno di mettersi in mostra. In automobile attraversi un territorio. A piedi lo incontri.

Colle Sannita: rifornimento

Dopo qualche salita — perché quando qualcuno scrive “difficoltà media” bisogna sempre chiedergli cosa intenda — arriviamo a Colle Sannita. Pizzette, frutta, acqua e un piccolo aperitivo che, sotto quel sole, assume il valore di un pranzo stellato. Poi di nuovo zaini in spalla.

Il vero sentiero sono le persone

Durante un trekking puoi misurare chilometri, dislivello, temperatura, velocità, tempo e calorie. Ma esiste una misura che nessun GPS registrerà mai: quante persone hai incontrato davvero.

Conosciamo Sabrina e Maria, dalle quali apprendiamo una notizia di rilevanza strategica nazionale: a settembre, a Castelpagano, ci sarà la sagra del fungo porcino. Informazione immediatamente archiviata nella memoria operativa.

Si cammina, si scherza, si cambia compagno di viaggio. Improvviso interviste e selfie. Con Mario dell’ASD MAGA nascono conversazioni più profonde, finché arriva la domanda delle domande: «Qual è il senso della vita?» Le risposte cambiano, ma una ritorna più delle altre: vivere.

Duecento persone camminano sotto il sole, parlano con sconosciuti, sudano, ridono e osservano le colline. Mentre discutiamo sul significato della vita, stiamo vivendo.

Castelpagano

Verso le 12:30 arriviamo alla pineta comunale. Ombra, tavoli, voci. Alle 13:15 arrivano penne al sugo, salsiccia e patate. Dopo dieci chilometri e quel caldo avremmo applaudito anche una scatoletta di tonno, ma qui non ce n’è bisogno: si mangia molto bene.

Poi il karaoke. Prima dici: «No, io non canto». Poi: «Vabbè, questa la conosco». Cinque minuti dopo canti con gli altri come se avessi firmato un contratto con la Sony Music. Giovanni rivela la sua seconda identità: organizzatore di trekking di giorno, showman di Castelpagano nel pomeriggio.

Il gesto di Claudia

Quando deve andare via, Claudia avrebbe potuto salutare soltanto chi aveva vicino. Invece viene a cercarci, uno per uno. Probabilmente era il suo modo per dire «grazie di essere venuti». Io penso il contrario: grazie a te.

Ci sono persone che organizzano eventi. E poi ci sono persone che trasmettono energia agli eventi. Non è la stessa cosa.

Quello che resta

Alla fine le gambe ricordano i chilometri, la pelle ricorda il sole e lo stomaco ricorda piacevolmente salsiccia e patate. Ma la mente registra qualcosa che non compare nel programma ufficiale: la sensazione di aver vissuto bene alcune ore della propria vita.

SK007 · Appunto finale

Molte giornate memorabili non iniziano con una certezza. Iniziano con un dubbio.

Vado o non vado? Poi apri quella porta, metti lo zaino sulle spalle e parti. Incontri persone. Sudi, ridi, cammini, mangi, canti. E quando chiedi quale sia il senso della vita, qualcuno risponde: «Vivere».

Per circa dieci chilometri, sotto un sole feroce, in mezzo a 204 persone e tra le colline dell’Alto Sannio, è esattamente quello che abbiamo fatto. Abbiamo vissuto.

E certe volte, per trovare qualcosa di straordinario, non bisogna andare dall’altra parte del mondo. Basta uscire di casa. E cominciare a camminare.

SK007
Diario dell’escursionista
30 agosto 2026 · Alto Sannio