Il caldo appesantiva il respiro ancora prima di cominciare a camminare. Ma Carpinone prometteva una tregua: un piccolo regno d’acqua nascosto nel cuore del Molise.
Il paese e l’acqua
Il paese ci appare tranquillo, quasi sospeso nel tempo, abbellito da tante bandierine tricolori. Un luogo semplice e raccolto, lontano dal rumore delle città e dalla frenesia delle domeniche d’agosto.
La vera meta sono le cascate. Il rumore dell’acqua comincia a coprire ogni altro pensiero: precipita tra le rocce, si frantuma, si rialza in mille gocce e raccoglie la luce. Alcuni coraggiosi affrontano persino un bagno nelle acque gelide, incontro brusco tra il fuoco dell’estate e il respiro freddo della montagna.
Una piccola carovana umana
Percorriamo circa sei chilometri. Non una distanza proibitiva sulla carta, ma il caldo rende la fatica più presente. Siamo una trentina di anime: poche rispetto alle classiche uscite degli Irriducibili, abbastanza per formare quella carovana che cerca qualcosa che non si può acquistare.
Anche i condottieri si stancano
Durante il percorso osservo Pasquale. Oggi appare più affaticato. La fatica non è soltanto quella del sentiero: ci sono il viaggio, il traffico da bollino nero, le partenze, i rientri e tutto ciò che precede e segue l’escursione.
Eppure Pasquale è ancora lì. È soprattutto grazie alla sua scintilla se tante persone preparano lo zaino e partono per luoghi che, da sole, forse non avrebbero mai visitato.
Organizzare significa scegliere una meta, studiare il percorso, assumersi responsabilità e tenere insieme persone diverse. Noi partecipanti vediamo la giornata; chi organizza la vive molto prima che inizi e continua a portarla sulle spalle quando è finita.
Anche i condottieri si stancano. Il modo più sincero per aiutarli è far sentire che quanto fanno non passa inosservato.
Due escursionisti a quattro zampe
Con noi ci sono anche due cagnolini: annusano sentieri nuovi e condividono l’avventura. Un plauso alle loro padroncine, che accettano una fatica in più pur di non lasciarli indietro. È uno dei volti concreti dell’amore incondizionato: fare spazio nella propria vita a chi dipende da noi.
Quello che rimane
A fine giornata resta la stanchezza vera, quella che entra nelle gambe, accompagna il viaggio di ritorno e chiede silenzio. Ma resta anche la consapevolezza di non avere lasciato trascorrere inutilmente un’altra domenica.
Ognuno torna a casa con qualcosa: una fotografia, un’immagine, un’amicizia, una riflessione o soltanto una piacevole stanchezza.
SK007 · Appunto finale
La fatica passa. Ciò che abbiamo vissuto rimane.
Porto con me il suono delle cascate. E mentre l’acqua di Carpinone continua il suo viaggio senza chiedere permesso a nessuno, anche noi torniamo alle nostre vite un po’ più stanchi, ma certamente un po’ più vivi.
SK007
Irriducibili del Trekking
9 agosto 2026 · Carpinone