L’Irpinia non si consulta: si ascolta.
Ci ritroviamo sotto il Tiglio monumentale di Summonte, oltre due secoli di memoria, otto metri di circonferenza e trentaquattro d’altezza.
In piazzetta Vito Rago attende Pasquale Bifulco. Quando arriva non fa rumore, eppure l’aria cambia: le leadership vere funzionano così.
La scelta adulta
La colonna muove verso Pietrastornina e l’Oasi WWF di Pannarano. Arrivano ghiaccio, neve e nebbia. Massimo è chiaro: la vetta del Vallatrone non è un’opzione reale. Il gruppo dimostra maturità e torna indietro.
Il protagonista è Pepito, salvato otto anni prima da Pasquale di San Giuseppe Vesuviano. Corre felice nella neve: non segue una traccia, segue un legame.
All’Oasi apriamo i panini preparati da Leonardo. Poi la carovana invade il bar di Summonte: l’amaretto di Maria, lo spumante e il compleanno di Domenico scaldano gli scarponi bagnati.
La visita alla Torre di Summonte chiude la giornata: un ultimo sguardo dall’alto, non per dominare, ma per comprendere.
Qualcosa, dentro, sì.
Il trekking non è la vetta o la foto. È il passo condiviso, la scelta di fermarsi quando serve, un cane felice nella nebbia e un amaretto offerto col cuore.
Missione compiuta. Nessuna cima conquistata. Ma qualcosa, dentro, sì.