Diario SK007 · 15 febbraio 2026

Monte
Forcellone.

2.030 m · Prima missione da socio ordinario CAI Avellino

Quando esco di casa è ancora buio. È il silenzio che precede le cose importanti.

Massimo Iasi dirige una missione che richiede ramponi e piccozza. Con Loredana e gli escursionisti arrivati da Salerno raggiungiamo Prati di Mezzo; le guardie forestali vietano l’anello su Monte Cavallo e la montagna cambia il piano.

Dentro il bianco

La neve è dura ma traditrice. Il sole filtra, poi il tempo cambia: neve, nebbia e visibilità ridotta. Antonella decide di scendere e Loredana la accompagna, rinunciando alla vetta: il gesto più alto della giornata.

Restiamo in cinque. Le ciaspole arancioni di Gianluca diventano un faro. Affondo fino alle ginocchia, mi rialzo e infine vedo la croce.

“È la vetta?” — “Sì Antonio. È la vetta.”

La discesa e l’umiltà

La discesa è una lotta: neve, sete, un crampo e il piede incastrato. Mangio neve fresca, stendo il telo verde e riparto. Al rifugio ritrovo Massimo e Loredana, stremato ma intero.

Una sofferenza bella.

Monte Forcellone è stato l’umiltà di affondare e rialzarsi, la disciplina del gruppo, la generosità di Loredana e la guida silenziosa di Massimo.

La vita non si misura in comodità. Si misura in emozioni. E il 15 febbraio 2026 la mia vita si è colorata di bianco.