Quando esco di casa è ancora buio. È il silenzio che precede le cose importanti.
Massimo Iasi dirige una missione che richiede ramponi e piccozza. Con Loredana e gli escursionisti arrivati da Salerno raggiungiamo Prati di Mezzo; le guardie forestali vietano l’anello su Monte Cavallo e la montagna cambia il piano.
Dentro il bianco
La neve è dura ma traditrice. Il sole filtra, poi il tempo cambia: neve, nebbia e visibilità ridotta. Antonella decide di scendere e Loredana la accompagna, rinunciando alla vetta: il gesto più alto della giornata.
Restiamo in cinque. Le ciaspole arancioni di Gianluca diventano un faro. Affondo fino alle ginocchia, mi rialzo e infine vedo la croce.
“È la vetta?” — “Sì Antonio. È la vetta.”
La discesa e l’umiltà
La discesa è una lotta: neve, sete, un crampo e il piede incastrato. Mangio neve fresca, stendo il telo verde e riparto. Al rifugio ritrovo Massimo e Loredana, stremato ma intero.
Una sofferenza bella.
Monte Forcellone è stato l’umiltà di affondare e rialzarsi, la disciplina del gruppo, la generosità di Loredana e la guida silenziosa di Massimo.
La vita non si misura in comodità. Si misura in emozioni. E il 15 febbraio 2026 la mia vita si è colorata di bianco.