La giornata non era iniziata sotto i migliori auspici: il pullman delle 9 era sold-out e il gruppo si era diviso.
Ma una squadra non si misura quando tutto fila liscio: ci siamo organizzati con calma e alle 11:10 ci siamo ricongiunti a Napoli Centrale.
Napoli non la guardi, la senti
Metro Linea 1, Toledo, la funicolare e un giovane che canta “Napule è mille culure”. Dal Vomero, Castel Sant’Elmo apre Napoli a 360 gradi: tetti, cupole, mare e Vesuvio. Da lassù il caos diventa armonia.
La Certosa di San Martino, poi la discesa verso Spaccanapoli: muri graffiati, murales, vicoli e pietra lavica. Pranzo all’Albero dei Visconti, Via dei Tribunali, il cuoppo, la Nuvola, Via Dante, la Galleria Umberto I e una sfogliatella.
Il contapassi segna circa 15 chilometri. Il bus delle 19 è una chimera, quello delle 19:30 una certezza.
Nella vita conta più la certezza costruita che il miraggio inseguito.
Mille colori dentro l’anima.
Non è stata solo una visita, ma una prova di adattamento, organizzazione e squadra. Napoli mi ha ricordato che la vita non va programmata al millimetro: va attraversata con presenza, curiosità e spirito.
Grazie ragazzi per aver condiviso con me questa bella giornata.