Diario SK007 · 3–4 luglio 2026

La notte in cui il sentiero
passava attraverso le persone.

Colli Aminei · Napoli · Una grigliata diventata cammino

Nessuna vettaSolo personeLuna rossaSul VesuvioUna chitarraVoci insiemeUna casaDiventata famiglia

Ci sono giornate che nascono con il programma di essere semplici. E poi, quasi senza chiedere il permesso, diventano ricordi.

Un cammino senza sentiero

Quella che sto per raccontare non è un’escursione. Nessuna vetta da conquistare, nessun sentiero segnato sulle mappe, nessun dislivello da affrontare.

Eppure…

È stato uno dei cammini più belli degli ultimi tempi.

Perché questa volta il sentiero passava attraverso le persone.

L’idea di Luciano

Tutto nasce dal gruppo creato dal nostro Luciano, scherzosamente chiamato “Porno Trekking”. Un nome che strappa inevitabilmente un sorriso, ma dietro il quale si nasconde un gruppo di amici che ha imparato, passo dopo passo, a condividere molto più dei chilometri percorsi insieme.

L’idea è semplice. Una grigliata. Una sera d’estate. Nient’altro.

Nei giorni precedenti il gruppo WhatsApp è un continuo fermento. C’è chi organizza, chi propone, chi scherza, chi pensa al vino, chi alla carne, chi ai dolci.

Io, come spesso accade, sono completamente assorbito dal lavoro. Leggo qualche messaggio… Ne salto altri… Rispondo distrattamente…

Ed è proprio così che mi sfugge un dettaglio fondamentale.

Dopo cena… si dorme da Luciano!

Lo scopro soltanto quando vedo Leonardo sistemare in macchina una quantità sospetta di bagagli.

Lo guardo. Lo riguardo. Poi gli chiedo: “Scusa… ma… dormiamo lì?”

La risposta arriva con la naturalezza di chi lo dava ormai per scontato: “Certo”.

Panico.

In quel momento mi trasformo nel pompiere di turno chiamato per un’emergenza. In pochi minuti preparo uno zainetto con tutto l’indispensabile. Nemmeno il tempo di respirare.

La gentilezza di Pietro

Poi una tappa obbligata. Atripalda. Dal mio macellaio di fiducia. Il mitico Pietro.

Uno di quei commercianti che hanno capito che la gentilezza vale quanto la qualità della carne.

Oltre ad avere sempre un occhio di riguardo per il prezzo, riesce perfino a offrirci una fresca limonata.

Sono piccoli gesti. Ma spesso sono proprio quelli che rimangono nel cuore.

Caricata la carne, si parte. Direzione Napoli. Colli Aminei.

L’aria è sorprendentemente piacevole. In macchina, io e Leonardo parliamo della magia di questi incontri.

Non servono grandi eventi. Bastano le persone giuste.

Una campagna nascosta nella città

Il navigatore ci accompagna fino all’uscita della tangenziale in zona ospedaliera.

Seguendo le indicazioni per il Cardarelli, affrontiamo una curva stretta verso destra e ci ritroviamo in stradine sempre più piccole.

Campagna. Silenzio. Una traversa. Niente. Un’altra. Ancora niente.

Poi, finalmente… eccoli.

Ad accoglierci ci sono Luciano, Marina e Maria Laura. I sorrisi cancellano immediatamente la fatica del viaggio.

Le auto vengono parcheggiate poco più avanti. Da lì si prosegue con un carrellino pieno di vettovaglie.

Leonardo e Maria Laura aspettano l’arrivo di Anna. Io, Luciano e Marina iniziamo invece la discesa.

Il terreno richiede attenzione. Bisogna evitare che il carrellino si ribalti.

Marina, con la delicatezza che merita un’opera d’arte, preferisce portare il tiramisù tra le mani. Scelta decisamente saggia.

Napoli sotto le stelle

Poi, all’improvviso, il panorama si apre. E ci lascia senza parole.

Ad attenderci ci sono Pasquale Caliendo e la sua sorridente amica Emma.

Davanti ai nostri occhi si stende uno spettacolo difficile da descrivere.

Il Vesuvio domina l’orizzonte. Sotto di lui Napoli inizia lentamente a illuminarsi.

Migliaia di piccole luci sembrano stelle cadute sulla terra.

Ogni tanto un gigantesco aereo attraversa lentamente il cielo. Per qualche secondo sembra quasi sospeso. Poi scompare nella notte.

Iniziamo a svuotare il carrello. Arrivano anche Anna, Leonardo e gli altri.

Anna, come sempre, riesce a portare più cose di quante sembrino fisicamente possibili.

Leonardo si trasforma immediatamente nell’assistente chef della serata. Prepara le bruschette. Accende il fuoco. Organizza tutto.

Poi lascia il comando della brace nelle mani esperte di Luciano e Marina.

Il tavolo prende vita. Melone e formaggio. Prosciutto. Salame. Melanzane. Insalata di pomodori.

Profumi semplici. Quelli che raccontano l’estate.

Una luna degna di Van Gogh

Poi accade qualcosa che cambia completamente l’atmosfera.

Pasquale prende la chitarra. Le prime note riempiono il silenzio della collina.

Noi iniziamo a cantare. Non importa l’intonazione. Importa esserci.

Le risate si mescolano alla musica. Le voci diventano una sola.

Ed è in quel preciso momento che la natura decide di regalarci il suo capolavoro.

Dal profilo del Vesuvio comincia a salire una luna enorme. Rossa. Intensa. Sembra dipinta.

Una luna degna dei quadri di Van Gogh.

Per qualche minuto nessuno parla. Tutti prendono il telefono. Tutti vogliono fotografarla.

Ma certe immagini non entrano davvero nella memoria di uno smartphone. Entrano nella memoria del cuore.

Quel paesaggio diventa improvvisamente romantico. Gli innamorati si cercano. Qualche abbraccio. Qualche bacio.

Vedere due anime allontanarsi lentamente nel buio, illuminate soltanto dal chiarore della luna, è forse una delle immagini più belle della serata.

Un piccolo inno alla vita.

Il potere antico del fuoco

Intanto la brace è pronta. Arrivano la pizza cotta sulla graticola. Poi la carne. Poi il vino.

Il fuoco continua a danzare davanti ai nostri occhi.

Ogni brace accesa possiede un potere antico.

Le persone parlano di più. Abbassano le difese. Si raccontano. Ridono. Condividono.

È come se il fuoco ricordasse all’uomo ciò che siamo stati per migliaia di anni. Una comunità.

Marina rientra un po’ prima, accompagnata da Luciano. Lui, poco dopo, torna nuovamente da noi.

La serata continua senza accorgerci del tempo. Quando guardiamo l’orologio sono ormai passate le due.

È arrivato il momento di ripartire.

La casa di Luciano

Gli altri ci salutano. Io, Leonardo, Maria Laura e Anna passeremo la notte a casa di Luciano.

Le auto ripartono. Luciano fa da apripista. Io seguo i suoi fanali rossi. Dietro di me Anna.

La stanchezza ormai si fa sentire. Percorriamo circa un chilometro.

Una piccola strada. Un cancello. Davanti a noi appare una villa.

Saliamo alcune scale. Entriamo.

La casa di Luciano racconta molto di lui. È grande. Circa duecento metri quadrati. Ma soprattutto è una casa vissuta. Accogliente. Con personalità.

Un ampio salone dominato da grandi divani e da un enorme schermo. Una cucina che invita immediatamente alla convivialità. Una zona pranzo. Un bagno. Le camere.

Al piano superiore gli spazi dedicati alla sua grande passione per il modellismo.

Io e Leonardo proseguiamo fino in fondo. Prima attraversiamo una stanza piena di chitarre e strumenti musicali.

Poi arriviamo nella nostra camera. Due letti a castello. Un soppalco. Un ulteriore bagno.

Sembra quasi una piccola casa dentro la casa.

Prima di andare a dormire ci ritroviamo tutti in cucina. Parliamo ancora. Ridiamo. Condividiamo pensieri.

Quando finalmente guardiamo l’orologio sono quasi le quattro del mattino.

È davvero ora di arrendersi al sonno.

Il vero nutrimento

Alle otto siamo già quasi tutti svegli.

Luciano è di nuovo operativo. Prepara il caffè solubile. Tosta il pane. Ci offre la sua marmellata di agrumi. Taglia il melone.

Una colazione semplice. Autentica. Proprio come lui.

Ma il vero nutrimento arriva dalle conversazioni.

Parliamo di vita. Di esperienze. Di sogni. Di futuro.

Quelle chiacchierate rappresentano un arricchimento dello spirito che nessun libro potrebbe sostituire.

Quando si sta bene il tempo accelera. Senza rendercene conto arriva mezzogiorno.

È già il momento dei saluti.

SKORPION · SK007

Non soltanto ospiti. Amici.

Ringraziamo Luciano. Non soltanto per averci aperto la porta di casa. Ma soprattutto per aver aperto la porta del suo mondo.

Per averci fatto sentire ospiti soltanto nei primi cinque minuti. Poi semplicemente… amici.

Ci salutiamo con una promessa. Questa esperienza va ripetuta.

Anzi… non dovremo attendere molto. Domani buona parte di noi tornerà già a camminare insieme. Ci aspetta una nuova avventura con il mitico Pasquale Bifulco.

Perché, in fondo, il trekking non è soltanto arrivare su una montagna.

È trovare persone che, senza accorgersene, riescono a farti sentire a casa… anche quando sei lontano dalla tua.

SKORPION · SK007
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