Diario SK007 · Walking Marathon Benevento 2025

Camminare
fino al cuore della vita.

Benevento · Pietrelcina · ASD Magà

400Camminatori 13Regioni 90Pettorale InsiemeIl traguardo
Elaborazione artistica SK007 dedicata alla rotta, alle scelte e al cammino
La mia rottaElaborazione artistica SK007
Elaborazione artistica di Antonio in vetta con i suoi libri
Libri e vetteElaborazione artistica SK007

Ci sono giorni che non appartengono al tempo, ma all’anima.

Giornate in cui la stanchezza diventa preghiera, il sudore poesia, e ogni passo un atto d’amore verso se stessi.

Oggi è stato uno di quei giorni.

Un viaggio dentro la fatica e dentro il cuore

La Walking Marathon di Benevento, firmata ASD Magà e guidata con energia e grazia da Claudia Magà, non è stata solo una maratona.

È stata un viaggio dentro la fatica e dentro il cuore.

Già all’alba, le nubi e il vento sembravano voler spegnere ogni speranza.

Il terremoto del giorno prima e la pioggia battente della notte avevano instillato dubbi e timori.

Ma poi, davanti al Convitto di Piazza Roma, alle 7:00 del mattino, quel sorriso — il sorriso di Claudia — ha squarciato il cielo.

Un sorriso luminoso, vero, contagioso, capace di spazzare via qualsiasi nuvola.

Lì ho capito che la fortuna aiuta gli audaci, ma la luce viene da chi ci crede davvero.

Quattrocento passi, un’unica energia

Alle 8:30 in punto si parte.

Quattrocento camminatori, tredici regioni italiane rappresentate, un’unica grande energia che scorre nelle strade di Benevento.

Indosso il mio pettorale numero 90, un numero che suona come un presagio: non temere, vai fino in fondo.

Il mio passo è deciso, il cuore pieno.

Ogni punto di ristoro è un’oasi di umanità: banane, brioche, succhi, ma soprattutto sguardi che ti dicono “forza, non mollare”.

La strada verso Pietrelcina si apre come una promessa.

I primi 21 chilometri scorrono tra sorrisi, fatica e fede.

Molti si fermano a Piano Romano, premiati con la loro medaglia, il loro piccolo traguardo.

Io, invece, continuo.

Perché il mio traguardo non è la metà del cammino, ma la pienezza del percorso.

La solitudine diventa compagna

Verso il trentesimo chilometro la solitudine diventa compagna, il dolore un maestro.

I piedi iniziano a bruciare, la schiena urla, ma è allora che arrivano loro:

tre ardimentosi, due Antonio come me e un certo Fiorentino, dal cuore grande e il passo deciso.

Non servono parole: ci riconosciamo al volo, ci capiamo con uno sguardo.

Diventiamo squadra.

Fratelli d’avventura, uniti dallo stesso obiettivo: arrivare insieme, o non arrivare affatto.

Il tempio nell’ultimo garage

All’ultimo ristoro, come in un racconto d’altri tempi, due signore anziane ci accolgono in un piccolo garage trasformato in tempio: taralli, tè caldo, liquore Strega, sorrisi e incoraggiamenti.

Ci ricarichiamo come guerrieri prima dell’ultima battaglia.

Mancano 90 minuti all’arrivo.

Ogni passo ora è una sfida alla gravità e al destino.

Parola d’ordine: NON MOLLARE.

Il Duomo all’orizzonte

Poi, all’improvviso, all’orizzonte appare il Duomo di Benevento.

Quel profilo familiare, dorato di luce, diventa una calamita per il cuore.

Le forze sono finite, ma la volontà no.

Uno di noi rallenta, l’altro accelera, ma alla fine ci ricompattiamo.

Mano nella mano, come i quattro moschettieri, tagliamo il traguardo insieme.

E lì, tra gli applausi, le voci, i colori, Claudia è di nuovo lì, con il suo sorriso più bello e la medaglia tra le mani.

Quando me la mette al collo, sento un brivido che non è solo di fatica:

È la consapevolezza di aver vinto una battaglia interiore, di aver riscoperto la forza della squadra, della fiducia, della vita.

Un’orchestra perfetta

Attorno a noi, lo staff Magà si muove come un’orchestra perfetta.

Ogni gesto curato, ogni parola gentile, ogni presenza autentica.

Dietro ogni borraccia, ogni nastro, ogni cartello, c’è una persona che ha creduto.

Senza di loro, nulla sarebbe stato possibile.

Claudia e il suo team non hanno solo organizzato un evento: hanno creato un ricordo collettivo, una lezione di coraggio e umanità.

Quando mi allontano con la medaglia in mano e lo zaino sulle spalle, guardo il cielo.

Finalmente azzurro.

E penso che sì, questa è stata un’impresa stoica.

Una di quelle che restano, che cambiano, che ti spingono a sorridere anche quando la lingua pende dalla fatica.

SKORPION · SK007

Camminare è credere.

Perché camminare non è solo muoversi:

è credere.

È vivere.

È donarsi.

E oggi, tra le colline del Sannio e le vie di Padre Pio, si è concluso un cammino che ha forgiato oltre al fisico anche le nostre menti.

Grazie a tutto lo staff per aver reso possibile un evento così importante.

Antonio Iaccheo · SK007
Walking Marathon Benevento 2025
Benevento · Pietrelcina